Dal 6 al 13 settembre 2025 si è svolta sull’isola di Vis una spedizione subacquea organizzata da Liberty Divers Club. La spedizione ha esplorato quattro eccezionali relitti nel mare intorno a Vis — resti sommersi che non sono solo testimonianze del passato, ma anche sfide tecniche ed estetiche inestimabili per sub esperti.
Acque cristalline, visibilità eccellente e un sito ricco di storia si sono uniti per creare una settimana indimenticabile. Segue la storia dei quattro relitti che abbiamo visitato — ognuno con la propria energia, peso e bellezza.
B-17 Flying Fortress
A una profondità di circa 72 metri, proprio al largo dell’isola di Vis, giace uno dei più famosi relitti di aeroplani della Seconda Guerra Mondiale — il bombardiere americano B‑17 Flying Fortress. Il 6 novembre 1944 un aereo della 340ª squadriglia bombardieri partì con l’intento di bombardare obiettivi a Vienna, ma il maltempo lo costrinse a deviare verso Maribor. I bombardieri cercarono riparo tra le nuvole, ma il cielo sgombro li espose ai caccia tedeschi che li attaccarono e danneggiarono.
Durante il tragitto verso una pista di emergenza sull’isola di Vis, l’ultimo motore cedette — e l’aereo rimase senza carburante. Il pilota Lt. Emerson riuscì ad atterrarlo sulla superficie del mare, dove rimase alcuni minuti, poi affondò.
Oggi il relitto giace pacifico su un fondo sabbioso. Durante la discesa la sua maestosa silhouette inizia a emergere già a 50 metri di profondità — il corpo dell’aereo, ali, eliche e persino l’interno sono ancora ben conservati. Nella cabina di pilotaggio si vedono ancora resti di abiti e la scarpa del secondo pilota gravemente ferito. Un volante arrugginito, che il pilota teneva fino all’ultimo, racconta ancora silenziosamente la sua storia. Le ruote, che avrebbero dovuto toccare la pista a Vis, sono finite sul fondo del mare, dove lentamente affondano nella sabbia.
Ogni immersione in questo relitto è più di una sfida tecnica — è un incontro con la storia, fermata quel giorno di novembre 1944. È un’esperienza che i subacquei ricorderanno a lungo.

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SS Michael N. Maris
A poche miglia ad ovest di Vis si nasconde il magnifico piroscafo cargo Michael N. Maris, costruito nel 1899. Affondò nel 1932 dopo aver urtato una barriera corallina mentre trasportava carbone verso Trieste. Oggi questa bellezza d’acciaio, lunga più di 100 metri, giace in posizione verticale su un fondo sabbioso — come una nave che attende il suo prossimo viaggio, ma che non salperà mai più.
L’immersione verso questo relitto è una sfida tecnica, ma già guardando la sua maestosa struttura di prua si dimentica delle tappe di decompressione e delle bombole sulla schiena. L’intero scafo è ricoperto di gorgonie e spugne variopinte, mentre branchi di pesci si nascondono tra le travi di ferro. Una vera cattedrale sottomarina che incanta tanto per la sua grandezza quanto per l’atmosfera.


Brioni
In una baia vicino all’isola di Ravnik giace il relitto del piroscafo passeggeri‑merci Brioni, costruito nel 1909. Il suo destino fu sigillato da una tempesta nel febbraio del 1930 che lo spinse contro le coste rocciose. Oggi questo relitto elegante giace inclinato su un fianco, la sua struttura è ancora ben conservata — specialmente la sezione centrale e alcune parti del ponte.
Brioni è un vero spettacolo per gli occhi. L’immersione è possibile anche per sub ricreativi avanzati, dato che parti del relitto si trovano già a 45 metri. Spugne colorate che adornano i suoi lati creano uno sfondo meraviglioso, mentre all’interno del relitto si nascondono murene e altre creature marine. L’immersione su Brioni è meno impegnativa rispetto agli altri tre relitti, ma non meno emozionante — specialmente per gli amanti della fotografia subacquea e di quei dettagli che raccontano la vita di bordo di oltre un secolo fa.



B-17 “Garbage Cannie”
Infine, un relitto che nel mondo subacqueo è quasi un mito — il bombardiere americano B‑17 “Garbage Cannie”, che riposa alla straordinaria profondità di 115 metri vicino all’isola di Svetac. Si dice che l’aereo abbia subito gravi danni durante una missione e abbia tentato di raggiungere Vis, ma abbia concluso il suo viaggio in mare, a ovest dell’isola. “Garbage Cannie” era il soprannome dell’equipaggio; nonostante i danni riuscirono a portare il loro aeroplano in mare e a salvarsi.
A causa della profondità, è una delle immersioni più impegnative dell’Adriatico — assolutamente riservata a subacquei tecnici esperti con rebreather e una miscela trimix avanzata. Ciò che attende sotto, però, è mozzafiato. L’aereo è quasi intatto, isolato dal tempo e dagli uomini. La sensazione, quando galleggi accanto al relitto di questa fortezza volante, nel profondo sotto la superficie, è indescrivibile. Come se ti immergessi in una capsula del tempo, in un momento ancora sospeso tra le onde.
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La spedizione VIS 2025 non è stata solo un’altra immersione — è stata un’esperienza che trascende la profondità. Ogni relitto ha portato la sua storia, il suo carattere e il suo silenzio. E anche se siamo tornati dalle profondità stanchi, con le tappe di decompressione in mente e con il pensiero alla prossima immersione — sapevamo tutti: abbiamo vissuto qualcosa di veramente speciale.
I relitti che abbiamo visitato non sono solo resti di metallo — sono musei subacquei che respirano storia, coraggio e misteri.
Foto: Liberty Divers Club – spedizione VIS 2025
Località: Komiža, isola di Vis, Croazia
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